DISTURBI DEL SONNO

L’insonnia, il più frequente tra i disturbi del sonno, è presente quando vi è uno o più dei seguenti sintomi:

  • difficoltà ad addormentarsi (nei bambini senza la presenza dei genitori);
  • frequenti risvegli notturni con conseguente fatica a riprendere sonno;
  • risveglio mattutino precoce;
  • sonno non ristoratore;
  • nei bambini si manifesta come opposizione al coricamento.

A questi aspetti si vanno ad aggiungere ansia e preoccupazione alimentate da una serie di pensieri che compaiono nel momento di andare a letto: “devo dormire, altrimenti…”, “devo assolutamente rilassarmi”, “non riuscirò mai a riposarmi a sufficienza” ecc.; oppure dei comportamenti per “recuperare” il sonno perduto: dormire il pomeriggio, coricarsi prima dell’orario abituale, e così via. Tutto questo non fa altro che instaurare un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire.

L’insonnia porta ad alcune difficoltà o disagi nel quotidiano: stanchezza durante il giorno, fatica a concentrarsi e a prestare attenzione, difficoltà sociali, irritabilità, sonnolenza diurna, tensione, mal di testa, numero maggiore di errori e disattenzioni nel lavoro o nella scuola.

Come si può curare?

Insieme a uno specialista per prima cosa si analizza e individua quello che è il circolo vizioso che si è andato ad instaurare: i pensieri disfunzionali, i comportamenti che vorrebbero essere protettivi ma che in realtà peggiorano la situazione (per esempio bere un bicchiere di vino la sera per rilassarsi), l’alterata percezione del proprio sonno (si dorme di più o di meno di quello che sembra alla persona stessa).

Si fa poi una buona igiene del sonno, ovvero si spiega e insegna quelli che sono i comportamenti migliori da mettere in atto per preservare il momento del riposo.

Infine si va a lavorare sulla modificazione dei pensieri disfunzionali, cioè sull’associazione che si è andata a instaurare tra camera da letto, momento del sonno e pensieri ansiogeni.

Si possono effettuare anche sedute di rilassamento che poi il paziente potrà ripetere autonomamente nel momento in cui andrà a coricarsi.


Esistono altri disturbi del sonno ma per questi il trattamento psicoterapeutico non è quello di elezione. Ne vediamo comunque brevemente alcuni:

Apnee notturne ovvero l’interruzione del sonno di solito dovuta ad anomalie della ventilazione.

Sindrome delle gambe senza riposo si manifesta con fastidio, prurito, crampi alle gambe, bisogno di alzarsi dal letto per avere sollievo. Questa sindrome può rendere difficile addormentarsi o causare risvegli notturni. Le cause non sono ancora chiare, anche se spesso è associata a malattie neurologiche; per quanto riguarda la cura a fianco dei trattamenti farmacologici è risultato utile abbinare tecniche di rilassamento.

Disturbo del ritmo circadiano del sonno: ricorrente interruzione del sonno data dallo squilibrio tra il ciclo sonno-veglia che richiede l’ambiente e il proprio ritmo circadiano.

Narcolessia, che rientra tra le ipersonnie, e consiste in attacchi di sonno improvvisi durante il giorno, per un periodo di almeno tre mesi.